Arriva l’Arbitro per le controversie finanziarie: chi è e come funziona?

Arriva l’Arbitro per le controversie finanziarie chi è e come funziona

Arriva un nuovo strumento per risolvere i contenziosi tra risparmiatori e banche senza ricorrere alle vie giudiziarie. Dallo scorso 9 gennaio è operativo l’Arbitro per le Controversie Finanziarie, un nuovo Organismo istituito presso la Consob, in applicazione di una Direttiva Ue del 2013.

L’ACF si propone come una via alternativa a quella giudiziaria, e consente di risolvere i contenziosi in via stragiudiziale in tempi più rapidi e a costi più contenuti. Vediamo nel dettaglio come funziona.

I ricorsi possono essere presentati solo dagli investitori retail che abbiano già inviato un reclamo all’intermediario finanziario (banche, sim, sgr, sicav, società di consulenza finanziaria, consulenti finanziari autonomi, Poste Italiane, gestori di portali di “crowdfunding” e imprese di assicurazione), senza che lo stesso abbia ricevuto risposta entro 60 giorni, ovvero, abbia ricevuto una risposta ritenuta non soddisfacente. Ma attenzione: l’ACF può decidere solo su controversie relative a determinate violazioni da parte degli intermediari.

Nello specifico, sono di competenza dell’Arbitro le violazioni degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza che la normativa pone a carico degli intermediari quando prestano servizi di investimento e il servizio di gestione collettiva del risparmio. A patto che queste violazioni abbiano provocato un danno patrimoniale e che su di esse non siano pendenti altre procedure di risoluzione extragiudiziarie.

Il ricorso si può presentare gratuitamente online, indicando l’intermediario e la cifra che si chiede come risarcimento (non può superare i 500mila euro). A decidere nel merito – in tempi che di norma non dovrebbero superare i sei mesi dalla presentazione del ricorso – è il collegio dell’ACF composto da tre membri designati dalla Consob, uno designato dalle associazioni dei consumatori e uno dalle associazioni degli intermediari.

Se il collegio riconosce la responsabilità dell’intermediario, stabilisce anche il comportamento che questo deve tenere, la somma da pagare a favore del risparmiatore danneggiato e i tempi entro cui farlo.

Tra i vantaggi del nuovo organismo, oltre la gratuità, la trasparenza e i tempi più rapidi rispetto a quelli della giustizia ordinaria, va segnalata anche la specializzazione tecnica del collegio chiamato a decidere, che dovrebbe garantire un livello di competenza superiore rispetto alla media delle sezioni civili dei tribunali.

Ma va considerato che le decisioni dell’arbitro non sono vincolanti, anche se gli intermediari sono tenuti a rispettarle.

Se l’intermediario non adempie la decisione, ne viene data notizia sul sito dell’ACF, su due quotidiani nazionali e sulla pagina iniziale del sito dell’intermediario stesso, quindi il danno reputazionale non è da sottovalutare. Inoltre, a quel punto l’investitore potrà rivolgersi all’Autorità giudiziaria e giocarsi una carta in più: la decisione favorevole dell’ACF.

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento si rimanda al sito Internet dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie al seguente link.

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