Salone del Risparmio, crescita e Pir al centro dell’ottava edizione

In che modo le scelte di politica monetaria e fiscale possono contribuire strategicamente alla crescita italiana e quale può essere il ruolo del risparmio gestito a sostegno dello sviluppo?

Sono queste le tematiche su cui ha scelto di concentrarsi il Salone del Risparmio 2017, che andrà in scena al MiCo di Milano (Fiera Milanocity) dall’11 al 13 aprile prossimi. Questa ottava edizione dell’evento organizzato da Assogestioni si intitola “Inseguendo la crescita. Risparmio, investimenti, politiche di sviluppo” e prevede oltre 90 conferenze articolate su 7 differenti percorsi tematici:
1. Politiche per crescita e sviluppo;
2. Lungo termine, previdenza e sostegno all’economia reale;
3. Educazione finanziaria e formazione professionale;
4. Finanza sostenibile e impact investing;
5. Consulenza finanziaria e distribuzione;
6. Portafogli su misura, mercati e servizi finanziari;
7. FinTech.
È attesa la partecipazione di 120 marchi e più di 5mila professionisti del settore.

Ad inaugurare la tre giorni sarà il Ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan, che interverrà in occasione della plenaria di apertura insieme al Presidente di Assogestioni Tommaso Corcos e all’editorialista del Financial Times Martin Wolf per fare il punto sul mix di politica monetaria e fiscale necessario al Paese e alla sua crescita strutturale.

Ma se risparmio, investimenti e politiche di sviluppo sono tre leve strategiche per inseguire la crescita italiana e supportare l’economia reale, cosa può fare concretamente l’industria del risparmio gestito per partecipare a questo processo? Una delle risposte arrivate di recente dal settore – che sarà approfondita in occasione del Salone – è il lancio i Piani Individuali di Risparmio, ovvero di “contenitori” fiscalmente agevolati nati con l’obiettivo di veicolare risorse verso le PMI del Belpaese.

Tra le colonne portanti di questa ottava edizione ci sarà dunque proprio la normativa sui Piani Individuali di Risparmio (PIR), ma nel corso delle varie conferenze in programma si parlerà ampiamente anche dei Global Investment Performance Standards (GIPS), delle recenti modifiche in tema di Facta e dell’imminente entrata in vigore della Mifid 2, senza dimenticare il FinTech e gli Investimenti Socialmente Responsabili (ISR).

Una delle novità di quest’anno sarà poi il concorso “Content’s King”, che darà ai professionisti del settore la possibilità di valutare le conferenze organizzate dalle aziende partecipanti in base ai contenuti proposti.

Come sempre la terza e ultima giornata dell’evento aprirà le porte anche al pubblico di “non addetti ai lavori”, con momenti di approfondimento ed educaziona finanziaria dedicati e una particolare attenzione al pubblico degli studenti e dei neolaureati interessati a intraprendere una carriera nel mondo del risparmio gestito.

L’Italia recupera terreno: arriva una strategia nazionale per l’educazione finanziaria

Dopo anni di ritardi accumulati rispetto agli altri Paesi Sviluppati, l’Italia compie finalmente un passo significativo in tema di educazione finanziaria. La legge di conversione del cosiddetto Decreto Salva-Risparmio, pubblicata in Gazzetta Ufficiale a febbraio, contiene al suo interno un emendamento dedicato: la novità principale riguarda la decisione di introdurre una strategia nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale. L’obiettivo consiste nel coordinare tutte le iniziative varate sul territorio, finora ampiamente lasciate all’iniziativa dei singoli promotori, nonché definire le modalità con cui integrare l’educazione finanziaria all’interno delle attività scolastiche.

Nel dettaglio, l’emendamento – promosso da Maurizio Bernardo, presidente della Commissione Finanze della Camera, e Mauro Maria Marino, presidente della Commissione Finanze del Senato – prevede uno stanziamento iniziale di un milione di euro e la costituzione di un comitato di esperti da parte dei ministeri dell’Economia e della Finanza e dell’istruzione. Il comitato, composto da delegati del governo e rappresentanti delle diverse categorie, tra cui uno dei consumatori e uno della consulenza finanziaria, dovrà mettere a punto la strategia entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge: l’auspicio è quello di partire entro l’estate del 2017.

La legge inoltre, ha evidenziato Maurizio Bernardo, pone “grande attenzione alla parte del risparmio a fini previdenziali, per consentire ai cittadini di acquisire le conoscenze di base per programmare i piani pensionistici”. Organismi come Ocse e Consob hanno ribadito più volte che l’Italia è tra gli ultimi Paesi industrializzati per alfabetizzazione economico-finanziaria. Ora, prosegue il presidente della Commissione Finanze della Camera, “vogliamo dare più informazioni e una cultura generale sul mondo delle banche, delle assicurazioni e del risparmio previdenziale”. Non solo: “Questa legge potrebbe essere l’occasione per proporre una formazione adeguata anche a chi propone e vende prodotti finanziari”.

L’obiettivo in ogni caso, non è quello di creare degli esperti di finanza, ma di dotare i cittadini di tutti gli strumenti necessari per prendere decisioni consapevoli in tema di risparmio e investimenti.

È ancora presto per formulare un giudizio: per vedere i primi risultati concreti bisognerà aspettare le prime decisioni del comitato istituito da Mef e Miur. Sicuramente però l’approvazione della legge costituisce un passo nella direzione giusta verso una maggiore alfabetizzazione finanziaria dei cittadini.

Arriva l’Arbitro per le controversie finanziarie: chi è e come funziona?

Arriva un nuovo strumento per risolvere i contenziosi tra risparmiatori e banche senza ricorrere alle vie giudiziarie. Dallo scorso 9 gennaio è operativo l’Arbitro per le Controversie Finanziarie, un nuovo Organismo istituito presso la Consob, in applicazione di una Direttiva Ue del 2013.

L’ACF si propone come una via alternativa a quella giudiziaria, e consente di risolvere i contenziosi in via stragiudiziale in tempi più rapidi e a costi più contenuti. Vediamo nel dettaglio come funziona.

I ricorsi possono essere presentati solo dagli investitori retail che abbiano già inviato un reclamo all’intermediario finanziario (banche, sim, sgr, sicav, società di consulenza finanziaria, consulenti finanziari autonomi, Poste Italiane, gestori di portali di “crowdfunding” e imprese di assicurazione), senza che lo stesso abbia ricevuto risposta entro 60 giorni, ovvero, abbia ricevuto una risposta ritenuta non soddisfacente. Ma attenzione: l’ACF può decidere solo su controversie relative a determinate violazioni da parte degli intermediari.

Nello specifico, sono di competenza dell’Arbitro le violazioni degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza che la normativa pone a carico degli intermediari quando prestano servizi di investimento e il servizio di gestione collettiva del risparmio. A patto che queste violazioni abbiano provocato un danno patrimoniale e che su di esse non siano pendenti altre procedure di risoluzione extragiudiziarie.

Il ricorso si può presentare gratuitamente online, indicando l’intermediario e la cifra che si chiede come risarcimento (non può superare i 500mila euro). A decidere nel merito – in tempi che di norma non dovrebbero superare i sei mesi dalla presentazione del ricorso – è il collegio dell’ACF composto da tre membri designati dalla Consob, uno designato dalle associazioni dei consumatori e uno dalle associazioni degli intermediari.

Se il collegio riconosce la responsabilità dell’intermediario, stabilisce anche il comportamento che questo deve tenere, la somma da pagare a favore del risparmiatore danneggiato e i tempi entro cui farlo.

Tra i vantaggi del nuovo organismo, oltre la gratuità, la trasparenza e i tempi più rapidi rispetto a quelli della giustizia ordinaria, va segnalata anche la specializzazione tecnica del collegio chiamato a decidere, che dovrebbe garantire un livello di competenza superiore rispetto alla media delle sezioni civili dei tribunali.

Ma va considerato che le decisioni dell’arbitro non sono vincolanti, anche se gli intermediari sono tenuti a rispettarle.

Se l’intermediario non adempie la decisione, ne viene data notizia sul sito dell’ACF, su due quotidiani nazionali e sulla pagina iniziale del sito dell’intermediario stesso, quindi il danno reputazionale non è da sottovalutare. Inoltre, a quel punto l’investitore potrà rivolgersi all’Autorità giudiziaria e giocarsi una carta in più: la decisione favorevole dell’ACF.

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento si rimanda al sito Internet dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie al seguente link.